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Reiki - La storia

Nato ufficialmente nel 1922 dal genio del giapponese Mikao Usui, il metodo Reiki si è diffuso in tutto il mondo solo a partire dal 1988. Oggi è il metodo di guarigione naturale più conosciuto e diffuso.
Fino al 1998/99 di Mikao Usui si sapeva veramente poco e quel poco era per lo più leggenda tramandata oralmente da insegnante ad allievo.
In quel periodo, Frank Arjava Petter, un reiki master tedesco che ha vissuto dal 1993 al 2000 in Giappone, ha trovato la tomba e una copia del manuale originale che Usui dava ai suoi studenti di Reiki.
Da quel momento, finalmente, i reikisti di tutto il mondo poterono conoscere la vera storia del Reiki e disporre di prezioso materiale originario per il proprio lavoro con l'energia.
Nel cimitero del tempio di Saihoji, a Tokio, vicino alla tomba di Usui c'è un imponente monumento in pietra naturale con incisa ad eterna memoria la vera storia del reiki...
Mikao Usui nacque il 15 agosto 1865 nel villaggio Taniai (attualmente noto come Miyama Cho) nella contea di Yamagata, prefettura di Gifu, in Giappone.
Il nome del padre di Usui era Uzaemon e il cognome di sua madre Kawaii. Dotato di capacità straordinarie le mise a frutto imparando molte arti. Da adulto, per potervi studiare, visitò molti paesi occidentali e anche la Cina.
La religione della sua famiglia era il buddhismo Tendai e da bambino studiò proprio in un monastero Tendai.
Si appassionò alle arti marziali a partire dai 12 anni e ne divenne presto un grande esperto. Praticò una variante del Qi Gong nota come Kiko, ma si dice che conoscesse bene anche Morihei Ueshiba, fondatore dell'Aikido, Gichin Funakoshi, fondatore del Karate moderno e Jigoro Kano, fondatore dello Judo.
Fu un abile e rispettato uomo d'affari. Assunto alle dipendenze di un potente uomo politico, Shimpei Goto, ebbe modo di viaggiare in lungo e in largo sia in Giappone che all'estero, diventando molto noto e accrescendo la sua vasta cultura grazie all'esperienza.
Mikao Usui era rinomato per il suo sorriso sulle labbra, ma in caso di difficoltà era anche abile a difendersi.
Uomo assai attento, sotto molti punti di vista era un'anima estremamente virtuosa. L'esperienza di un'intera vita dedita all'apprendimento e alla raccolta di informazioni lo aiutarono a scoprire e a comprendere l'arte poi chiamata Reiki.
Per Usui lo scopo principale del Reiki non era solo la guarigione delle malattie, quanto, piuttosto il rafforzamento di tutti i talenti naturali disponibili, l'equilibrio dello spirito, la salute del corpo e conseguentemente il raggiungimento dell'autorealizzazione.
Nel 1914 divenne un monaco laico Tendai detto zaike; questo gli permise di vivere a casa propria con i suoi famigliari.
Un giorno si recò sul Monte Kurama per ritirarsi nella meditazione e digiunò per 21 giorni, al termine dei quali percepì in se la grande energia del Reiki.
Innanzitutto usò Reiki su se stesso e dopo lo sperimentò sulla sua famiglia. Avendo riscontrato un buon effetto sui più svariati malanni decise di condividerlo anche con altre persone.
Per far conoscere il Reiki e per renderlo accessibile al pubblico, aprì una clinica a Harajuku, Aoyama, Tokio nel 1922. Condusse molti seminari ed effettuò innumerevoli sedute di reiki.
Nello stesso anno, in aprile, fondò anche l'Usui Reiki Ryoho Gakkai di cui divenne il primo presidente.
Moltissime persone si recarono da lui e facevano la fila anche davanti alla sua abitazione per poter essere curate.
Nel settembre del 1923 il devastante terremoto di Kanto sconvolse Tokyo. Migliaia furono i morti, i feriti e gli ammalati. Usui, con il cuore colmo di dolore, cominciò a curare in tutta la città le numerose vittime del disastro.
Ben presto la sua clinica divenne troppo piccola cosicchè, nel febbraio del 1925, si trasferì fuori città, a Nakano, dove edificò una clinica nuova.
La sua fama si propagò in tutto il Giappone e venne invitato in numerose città. Ricevette per i suoi grandi meriti l'onoreficenza governativa Kun San To.

Durante il suo soggiorno a Fukuyama si ammalò e morì all'età di 61 anni, al terzo ictus, il 9 marzo del 1926.

 

Tratto dal libro ''Reiki: Cammina Le Tue Parole" di Dario Canil



 

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