Lo Yoga Integrale è un sistema completo volto allo sviluppo armonioso e all'integrazione di ogni livello dell'individuo: fisico, emotivo, mentale e spirituale.
Ogni lezione include la revitalizzazione del corpo attraverso le asana, i kriyas ( azioni energetiche purificatorie), il Pranayama( controllo del fluire dell'energia vitale attraverso il respiro) le mudras ( sigilli energetici), i bandha ( stimolazioni neuro-muscolari ) ,per arrivare alle pratiche di concentrazione, passando attraverso l'esperienza del rilassamento.
Asana
Le posture psico-fisiche consentono da un lato di rendere il corpo più agile e flessibile, sciogliendo le tensioni, tonificando i muscoli, aiutando ad eliminare lo stress e calmare la mente.Dall'altro, lavorano sulla consapevolezza e permettono di lavorare a livello più sottile, energetico. Il corpo infatti è fatto di energia e praticando andiamo a lavorare sulla fisiologia sottile.
Riporto dal libro di Marie-Claire Reigner 250 domande sullo yoga, il quesito posto a Eric Baret che cos'è un asana
"Cos'è un āsana?"
L'āsana è una forma privilegiata della Coscienza. E' una forma nella quale le energie possono dispiegarsi armoniosamente senza costrizione, per esprimere una particolarità della Coscienza, un livello specifico. ...
Ogni āsana riflette la Coscienza, ma ogni volta attraverso una colorazione leggermente diversa, come ogni musica riflette la stessa tranquillità, ma con una forma leggermente differente. Gli āsana, ugualmente, sono una musica specifica della Coscienza.
E' uno spazio di grande ricettività dell'energia interna. Ogni āsana stimola una zona specifica del corpo. L'energia durante āsana si accumulerà in quella regione, non può circolare altrove. Al ritorno dall'āsana, l'energia sale nei circuiti interni e brucia gli ingombri vicini al luogo dov'era il nodo dell'āsana.
Ogni āsana tocca diversi spazi dell'essere. L'esperienza sensoriale scopre la contrazione e l'espansione in quanto Coscienza. Corrispondono sul piano metafisico all'oscuramento, tirobhava e alla grazia, śāktipata."
Éric Baret, 250 domande sullo yoga, Marie-Claire Reigner
Pranayama
E' essenziale per donare alla mente tranquillità, rilassare il sistema neuro-muscolare e molti altri benefici propri di questa preziosa arte orientale.
Il pranayama è l'antica pratica dello yoga che unisce il controllo, l'estensione del respiro e la gestione dell'energia vitale.
La parola pranayama si compone di prana e ayama.
il prana è la forza vitale e la respirazione consapevole è la maggiore fonte di assunzione di prana. Ayama è l'azione di allungare, regolare e liberare l'energia assunta.
Nell'antico testo Hatha yoga Pradipika, in riferimento al pranayama viene scritto:
"Quando il respiro è instabile, la mente è instabile, ma quando il respiro è stabile, si calma la mente. pertanto si deve controllare il respiro" Ed è questo lo scopo del pranayama, calmare il respiro per calmare la mente.
Ecco la bellissima visione del pranayama propria dello yoga del Kashmir
Quando l’inspirazione fisiologica s’arresta e si sente un flusso di energia, che continua al di là di quell’arresto. Quell’onda ridiscende e inizia l’espirazione fisiologica; poi l’espirazione fisiologica s’arresta, ma non il prolungamento energetico e un’onda continua. L’entrare nel rito del pranayama è quella scoperta, quel movimento tattile d’energia che precede, succede e irriga la respirazione fisiologica. L’inspirazione e l’espirazione diventano allora completamente passive e quell’onda completamente attiva. Un po’ come quando facciamo un movimento del braccio nell’acqua, il braccio si ferma mentre le ondulazioni dell’acqua continuano.Più esploro ciò che prolunga quei movimenti, più mi accorgo che dopo l’ispirazione il movimento dell’energia è sentito come una chiusura, una forma di silenzio. E’ un silenzio dell’ispirazione e dell’espirazione, ma non è un silenzio dell’energia. Durante il punto di riposo, un immenso dispiegamento dell’energia si produce, poi l’energia si concretizza nell’espirazione. L’espirazione si compie, l’energia si dispiega nel vuoto e qualcosa ricrea l’inspirazione. All’inizio dell’esplorazione i riposi sono vuoti in rapporto all’inspirazione e all’espirazione. Più tardi la disponibilità a quei momenti d’arresto, dopo l’inspirazione e l’espirazione fisiologiche, nei quali l’energia si prolunga, diventa il cuore di quell’arte magica. I due momenti d’arresto sono allora il punto faro della pratica, il sole e la luna dell’atto rituale. L’astro raggiante del riposo dopo l’inspirazione sarà poco a poco assorbito, divorato dalla luna nera del riposo dopo l’espirazione.Quella magnificenza della ritenzione positiva e la sua dissoluzione nel retroterra è l’essenza del pranayama kashmiro.
[Eric Baret]
Concentrazione e Meditazione
Concentrazione, è il sesto stadio del Raja yoga e serve a fermare la mente per portarla ad uno stato di calma profonda. La concentrazione viene attivata, talvolta con tecniche specifiche e comunque viene mantenuta sempre vigile durante le posture ed il respiro profondo per donare alla mente leggerezza e chiarezza e creare una sinergia, un integrazione delle proprie energie e sentire maggiore forza, sicurezza e calma interiore, insieme ad una grande vitalità ed ottimismo;
Rilassamento per distendere l'intero organismo,riequilibrare il sistema nervoso ed armonizzare le energie interne.