L’insegnante

Elisa
Pennazio

Yogacharini Ishwari Devi

Yoga come percorso di ascolto, consapevolezza e autonomia.

Insegna a Finale Ligure da oltre trent’anni, accompagnando persone ed esperienze diverse con gradualità, attenzione e rispetto.

LA MIA STORIA

Elisa Pennazio (Yogacharini Ishwari Devi)

Mi sono diplomata in India nel 1989 con Yogamaharishi Swami Gitananda Giri Guru Maharaji, con il quale ho studiato lo Rishi Culture Asthanga Yoga.

Swami Gitananda, formatosi sia nella medicina moderna che nelle antiche tradizioni yogiche, ha saputo coniugare scienza e spiritualità. Ha insegnato un approccio sistematico dello yoga, integrando asana, pranayama, kriya e meditazione per raggiungere salute, benessere e sviluppo spirituale.

La mia esperienza in India è stata molto importante, perchè mi ha permesso di entrare nella sacralità di quel luogo e di sentire quanto lo yoga fosse uno stile di vita in cui ogni gesto era un ringraziamento alla vita. Io sono immensamente grata a Swami Gitananda e a sua moglie Meenakshi Devi Bhavanani per avermi accolta amorevolmente, per aver condiviso la loro arte e saggezza. I loro insegnamenti sono rimasti scolpiti nel mio cuore ed è grazie a questa fiamma sempre ardente che ho potuto condividere gli insegnamenti dello yoga.

Ho studiato anche con altri maestri delle più rinomate tradizioni. Prima di andare in India ho vissuto per un periodo a Londra, dove ho studiato con un meraviglioso maestro indiano Shri Indar Nath, della tradizione di Swami Shivananda. Al ritorno dal'India mi sono avvicinata agli insegnamenti di Un maestro che ho davvero nel cuore Paramahansa Yogananda.Per approfondire questa via andai spesso a Gualdo Tadino ( Umbria) presso la comunità Ananda.

Per alcuni anni ho anche approfondito lo stile Iyengar, invitando spesso il maestro Paolo Rava presso il mio centro yoga. In modo particolare ho studiato con Bianca Hatfield ( presidente allora dello Iyengar yoga in Italia).

Per continuare la mia formazione, ho proseguito con la formazione Satya( triennale )con due insegnanti di grande esperienza Aurelia de Benedetti e Stefania Redini.

Fu grazie a questa formazione, in cui era previsto l'incontro con maestri internazionali, che conobbi prima Willy Van Lysebeth ed Eric Baret.

Willy Van Lysebeth è figlio del grande Andrè Van Lysebeth. André Van Lysebeth è stato un pioniere dello yoga in occidente ( negli anni 60/70) e fra i maggiori specialisti della teoria e della pratica del pranayama. ( ha scritto molti libri).

Willy è un grande terapeuta,psicologo, psicoterapeuta è altresì un eccezionale insegnante di yoga. Un grande ricercatore che con entusiasmo trasmette lo yoga con grande competenza.

Ho approfondito lo studio dello yoga-terapia con il dr. Bhole (Lonavla - India), medico ed insegnante di Yoga.

Nel 1996 conseguo presso la Scuola Ananta di Genova, sotto la guida di Pietro Bonvini, il diploma in Yoga Integrale.

Nel 2000 conobbi Lobsang Gheshe Phende e Gheshe Wangyal, due monaci tibetani del Monastero di Ganden ( India ). Fu un incontro ispirante. Per 20 anni i due Monaci vennero ospiti con regolarità presso la sede dell'Associazione, donando insegnamenti e facendo bellissime cerimonie tibetane diffondendo vibrazioni di pace ed armonia.

Parallelamente allo studio dello yoga tradizionale, ho ripreso lo studio del Nada Yoga e dello yoga del suono,( iniziato durante la sua formazione in India) sia secondo la tradizione orientale e sia occidentale per la cura della voce, come via di espressione profonda di sè.

Ho intrapreso anche lo studio del canto lirico, studiando con vari maestri. In particolare l'incontro con il maestro Massimiliano Viapiano è stato significativo, per lavorare in profondità la voce e l'espressione di sè.

Nel 2018 concludo la mia formazione in suonoterapia,conseguendo il master in campane tibetane e gong a Monzambano sotto a guida di Piotr Cwojdzinski Prabhakar. E da allora conduco incontri di meditazione e bagno sonoro; yoganidra e campane tibetane. Conduco inoltre formazioni di 1° e 2° livello in massaggio sonoro con campane tibetane ad uso terapeutico.

Nel 2019 concludo a Milano la formazione di 2 anni in Yoga del Suono con il maestro Patrick Torre.

L'incontro nel 2004 con Eric Baret, che ha consacrato la sua vita allo yoga del Kashmir, è stato folgorante e trasformativo. Con la sua pratica Eric Baret trasmette una straordinaria qualità di presenza, che contagia inevitabilmente la parte del nostro essere che ha nostalgia di una dimensione pià vera e più profonda. E' stato un incontro molto importante, che ha trasformato il suo modo di praticare e trasmettere lo yoga.

"Quando un cuore incontra un cuore aperto, quando un fiammifero si avvicina ad un fiammifero acceso, esso gioisce nell'unità, nella fiamma non c'è più fiammifero. Questa si chiama trasmissione. C'è trasmissione da cuore a cuore. Non c'è che un cuore. Tutto il resto è romanzo." Eric Baret.

Nel 1985 ho conseguito il Master di Reiki, secondo il metodo tradizionale Usui, e conduco seminari di 1°, 2° e 3° livello.

Ha studiato anche Qi-gong con il dr. Elio Occhipinti (autore di libri sul Qi-gong Tai Ji Quan e sulla medicina cinese), e con il dr. Toshihiko Yayama e Sensei Kenji Tokitsu.

Ho iniziato ad insegnare nel 1990 e nel 1992 ha fondato l'Associazione Yoga Kambliswami a Finale Ligure dove sta continuando ad insegnare.

Grazie anche alla mia formazione come insegnante elementare, assistente sociale, educatrice, dal 1993 al 2016 ho insegnato yoga per 20 anni sia nelle scuole materne, che in quelle elementari.

Inizio della pratica1984

Il suo approccio

Insegnare significa offrire strumenti, non risposte pronte.

La tecnica non è un fine, ma un mezzo per conoscere il corpo, ascoltare il respiro e riconoscere le proprie risorse.

Nel lavoro di Elisa ogni pratica viene adattata alla persona. Non si cerca una forma perfetta da imitare, ma una qualità di presenza che possa accompagnare anche la vita quotidiana.

Tradizione e ricerca personale dialogano in un insegnamento essenziale, progressivo e lontano da automatismi.

Scritti e approfondimenti

Parole che accompagnano
la pratica.

Due articoli di Elisa, conservati dall’archivio del Centro: uno spazio per approfondire, con calma, il rapporto tra yoga, respiro e consapevolezza.

Yoga e stress

Una riflessione sul rapporto tra tensione, rilassamento e consapevolezza, e sul ruolo della pratica yoga nell’ascolto di sé.

Leggi Yoga e stress

Yoga e stress

Elisa Pennazio · LinfaTv n. 6, dicembre 2006

Lo stress è una tensione interiore che si origina quando dobbiamo adattarci alle pressioni che agiscono su di noi.

Le principali cause dello stress sono piccoli e grandi eventi imputabili all'ambiente esterno legati al lavoro, allo stile di vita.

E' molto importante tenere a mente che non sono i fatti in sé a stressarci, ma piuttosto gli atteggiamenti e le idee riconducibili al nostro carattere: gli stimoli esterni possono essere considerati "scatenanti" delle reazioni per cui noi siamo predisposti!

Lo "stressato" in genere presenta reazioni fisiche, psicologiche e comportamentali. A livello organico potremmo provare: tensione muscolare, cefalea, digestione difficile, stanchezza senza motivo evidente, palpitazioni cardiache, pruriti, diminuito interesse sessuale. Dal punto emotivo: ansia e stato di allarme, senso di urgenza, depressione, perdita della gioia di vivere, senso di debolezza, vertigini, calo della memoria, calo della concentrazione, disturbi del sonno.

Dal punto di vista psicoemotivo: manifestazioni di insicurezza, irrequietezza, facile irritabilità, peggioramento dei rapporti sociali, uso di psicofarmaci e di alcool, uso o aumento del numero di sigarette.

Lo Yoga agisce sulle diverse sfere dell'individuo: fisica, emozionale e mentale. La parola "Yoga" significa "unione", proprio nel senso di integrazione tra i diversi aspetti dell'essere umano.

Questo si traduce in tecniche che agiscono a livello fisico, le posizioni o "asana", pratiche di controllo della respirazione, ricerca della concentrazione e del rilassamento.

Nello Yoga il rilassamento deve essere collegato con la consapevolezza.

Sia lo stress dovuto all'ambiente esterno che i processi interni del pensiero e dell'emozione producono tensioni, blocchi ed un assorbimento inutile di energia. Il rilassamento non dovrà mai essere un momento di passività bensì un'ulteriore fase di lucida presenza in cui sbloccare coscientemente lo stress ormai somatizzato e liberare la psiche da strati successivi di condizionamenti.

Sta qui la differenza più profonda tra il rilassamento yogico e l'effetto di temporaneo rilassamento indotto da sedativi e tranquillanti: la tecnica yoga produce profondi e duraturi cambiamenti sulla struttura psico-fisica perchè permette alle tensioni di manifestarsi in una condizione di grande, totale consapevolezza, priva di interferenze egotiche di analisi ed interpretazione. Il farmaco non produce che ottundimento della coscienza, cosicchè, terminato l'effetto chimico, le cause del disturbo ripristinano in fretta il disagio.

Nella pratica Yoga lo stress, somatizzato e rimosso trova invece un modo per fluire via realizzando contemporaneamente un elevato stato di consapevolezza grazie al lavoro di concentrazione sul corpo e sul respiro e all'attivazione parasimpatica del vegetativo. Nel rilassamento yoga le tensioni non vengono né rivisitate tramite un approccio razionale né seguendo la scia della carica emotiva: è un processo di vera "depurazione" (Vishuddi) che permette al vecchio stress di venire a galla e di essere poi definitivamente eliminato poichè non c'è possibilità di trattenimento da parte del mentale. E' una purificazione che continuerà nelle varie fasi della meditazione e che mette in contatto il praticante con un livello molto profondo di consapevolezza, eliminando le progressive stratificazioni prodotte e cristallizzate dal mentale nel corso della vita. E' questo processo che fa esperimentare la condizione di essere interiormente "nuovi", donando novità, o meglio, realtà e freschezza a tutte le successive esperienze non più contaminate da vecchi condizionamenti della mente-ego.

Allenando la tensione, emergeranno alla coscienza più livelli di rilassamento, dal più superficiale al più profondo, in cui il praticante diverrà progressivamente consapevole di ciò che accade (iniziando, come si è detto, dal piano dei gruppi muscolari, articolari e del respiro) fino ad accedere alla sottile percezione dello scorrimento energetico, a livello dei meridiani e dei chakra.

Proseguendo in questa direzione, il praticante si trasforma sempre più in un puro osservatore, sperimentando la particolare condizione mentale nella quale vanno via via rare facendosi le attività discorsive di giudizio e interpretazione, a favore di uno stato di grande calma, lucida presenza e consapevolezza.

(tratto da LinfaTv n.6 del dicembre 2006)

Introduzione alle tecniche di respirazione

Un’introduzione al rapporto tra respiro, corpo e vita emotiva, alle fasi del pranayama e alla gradualità della pratica. Con bibliografia completa.

Leggi l’articolo sul respiro

Introduzione alle tecniche di respirazione

Elisa Pennazio · Dall’archivio del Centro

Prima di entrare nello specifico dell'argomento vorrei fare un breve accenno alla respirazione ed ai suoi relativi effetti psico-somatici.

Dagli studi della psico-somatica sono emersi i numerosi collegamenti tra la respirazione, la psiche e il corpo; infatti una appropriata respirazione assume una notevole importanza sulla salute emotiva e fisica.

Nell'epoca in cui viviamo, la vita frenetica che ci è imposta dalla cultura moderna è causa di stress, tensione, depressione nervosa, insonnia, ecc.

Nella persona agitata e tesa la respirazione risulta disturbata. La respirazione infatti reagisce a qualsiasi variazione delle nostre condizioni emotive come un sismografo. In condizione di tensione e stress eccessivi la respirazione solitamente diventa più irregolare, limitata e quindi superficiale.

Quando la respirazione diventa carente e inadeguata si riduce la vitalità dell'organismo e aumentano i sintomi di stanchezza e di esaurimento: la depressione e l'affaticamento sono infatti i risultati diretti di una respirazione "depressa".

In mancanza di sufficiente ossigeno i centri focali del metabolismo bruciano lentamente, come un falò povero di legna, ed anche la circolazione ne risente direttamente.

In un esperimento, riportato dal Medical World News, un certo numero di ricoverati in un ospizio per anziani sono stati posti in una camera iperbarica a ossigeno per aumentare il loro tasso di ossigenazione.

La teoria su cui si basava l'esperimento sosteneva che la carenza di ossigeno nelle cellule cerebrali causava disfunzioni mentali e che, di conseguenza, una maggiore irrorazione riusciva a migliorare le funzioni mentali. La maggior parte dei casi di senilità sono dovuti ad una sclerosi delle arterie che portano sangue e ossigeno al cervello, riducendone il tasso nelle cellule cerebrali. I risultati positivi sorpresero i medici. La maggior parte dei pazienti mostrò un miglioramento marcato e definitivo delle capacità intellettive e della personalità.

La maggior parte delle persone ha una respirazione carente, lenta ed una forte tendenza a trattenere il respiro in ogni situazione di sovraffaticamento. Anche in momenti di normale tensione, come guidare un'automobile, battere a macchina una lettera, attendere un colloquio di lavoro, le persone tendono a contrarre il respiro. Il risultato è che la tensione aumenta. Una respirazione inadeguata produce ansia, irritabilità e tensione.

Tante persone incontrano difficoltà nel respirare appieno e agevomente anche perchè la respirazione crea delle sensazioni che le persone temono di provare. Hanno paura di percepire la loro tristezza, la collera e i timori. Come da bambini, trattengono il loro respiro per smettere di piangere, tirano indietro le spalle e comprimono il torace per contenere la collera e la gola per impedire di urlare.

L'effetto di ognuna di queste manovre è quello di limitare, di ridurre la respirazione.

Parallelamente, dalla respressione di una qualsiasi sensazione risulta qualche inibizione della respirazione. Da adulti, inibiscono la respirazione per reprimere le loro sensazioni. Quindi l'incapacità di respirare normalmente diventa il principale ostacolo al recupero della salute emotiva.

Per imparare a respirare più profondamente è necessario innanzitutto prendere coscienza della funzione respiratoria.

Possiamo renderci conto se ad esempio il respiro è corto oppure se tratteniamo una parte dell'aria o la lasciamo andare espirando, e se il nostro diaframma è rilassato o contratto.

Quando una persona soffre di ansia o depressione, tende a respirare con la parte alta del torace mentre il diaframma resta bloccato. Una respirazione di questo tipo induce un aggravamento della situazione psicologica che può invece essere migliorata grazie ad una respirazione completa e profonda.

Una respirazione superficiale ed affrettata fa sì che ci si scarichi presto di energia, come una batteria che non venga debitamente alimentata e all'ansia ed al nervosismo, fa seguito un senso di depressione, dovuto ad una carenza di energia che verrebbe aumentata invece da un appropriato respiro profondo.

E' facile rendersi conto attraverso un'attenta osservazione di come il respiro è in certa misura lo specchio della nostra personalità e di come il ritmo respiratorio è collegato alla nostra vita psichica.

Quindi come gli sforzi mentali, le diverse emozioni ed i vari modelli comportamentali causano una certa modificazione del respiro allo stesso modo regolando il nostro respiro e rendendolo ritmico ci è possibile rendere più equilibrata la mente e lasciare fluire meglio le emozioni e quindi stare meglio con noi stessi.

Lo Yoga offre la possibilità di regolare meglio il respiro mediante le tecniche del pranayama che è il controllo del respiro dal quale derivano la calma mentale e la tranquillità del sistema nervoso.

Il pranayama viene praticato consapevolmente, cioè si rimane ben coscienti delle sue diverse fasi e non è mai eseguito in modo meccanico; nel pranayama la consapevolezza del respiro è della massima importanza. Il pranayama quindi non può essere considerato come un semplice esercizio respiratorio ma è una respirazione volutamente controllata che ha per scopo il controllo dei centri cerebrali superiori.

Nel secondo capitolo di un antico testo dello Yoga, lo "Hatha Yoga Pradipika" troviamo scritto: "Quando il respiro è irregolare, la mente vacilla, quando il respiro è saldo lo è anche la mente".

Imparare a respirare bene e profondamente aiuta il nostro corpo a funzionare meglio, la nostra mente ad avere più chiarezza e maggiore controllo delle prorpie emozioni, soprattutto degli stati emotivi di stress e di paura.

Il termine pranayama è formato da due parole: prana e ayama. Prana significa: "sottile forza vitale la quale non solo fornisce energia a diversi organi (mente compresa), ma regola altresì molti processi vitali" (circolazione, respirazione, ...). Ayama significa "Estensione, espansione, regolazione, prolungamento, restrizione o controllo". Pranayama significa dunque: "Il prolungamento del respiro e la sua restrizione".

Il pranayama è un arte ed ha tecniche per far sì che gli organi respiratori si muovano e si espandano intenzionalmente, ritmicamente e intensamente.

Il pranayama si compone di 4 fasi: l'inspirazione (puraka), la ritenzione controllata dopo l'inspirazione (antara-kumbaka), l'espirazione (recaka), la ritenzione controllata dopo l'espirazione (bahya-kumbaka).

L'inspirazione stimola l'organismo, l'espirazione espelle l'aria viziata e le tossine, la ritenzione del respiro (sia a polmoni pieni che vuoti) distribuisce l'energia in tutto il corpo.

L'inspirazione e l'espirazione sono eseguite lentamente senza fretta. Il flusso d'aria deve essere uniforme per tutta la durata dell'esercizio. A ciascuna delle fasi vengono assegnati tempi proporzionali.

Il pranayama è una pratica che aiuta quindi a regolare i pensieri e le azioni e conferisce equilibrio ed una enorme forza di volontà necessari per divenire padroni di se stessi.

Il pranayama, quindi, essendo una pratica intensa, richiede che venga insegnata da un maestro Yoga qualificato, per impararla in modo appropriato e graduale (una pratica non corretta, infatti, può dare origine ad ogni sorta di disturbi respiratori come la tosse, l'asma, dolore alla testa, agli occhi ed alle orecchie).

Bibliografia

Andrè Van Lysebeth - Perfeziono lo Yoga - Ed. Mursia

Alexander Lowen - Il Piacere - Casa Ed. Astrolabio

Roop Lal Sandhu - Scuola di Yoga - Ed. Promolibri

Elena Cardas - Respirare - Ed. RED

M.M. Gore - Anatomia e fisiologia delle tecniche Yoga - Ed. Promolibri

B.K.S. Iyengar - Teoria e pratica del Pranayama - Ed. Maditerranée

Il percorso

Una ricerca iniziata nel 1984.

Leggi LA MIA STORIA

Elisa Pennazio (Yogacharini Ishwari Devi)

Mi sono diplomata in India nel 1989 con Yogamaharishi Swami Gitananda Giri Guru Maharaji, con il quale ho studiato lo Rishi Culture Asthanga Yoga.

Swami Gitananda, formatosi sia nella medicina moderna che nelle antiche tradizioni yogiche, ha saputo coniugare scienza e spiritualità. Ha insegnato un approccio sistematico dello yoga, integrando asana, pranayama, kriya e meditazione per raggiungere salute, benessere e sviluppo spirituale.

La mia esperienza in India è stata molto importante, perchè mi ha permesso di entrare nella sacralità di quel luogo e di sentire quanto lo yoga fosse uno stile di vita in cui ogni gesto era un ringraziamento alla vita. Io sono immensamente grata a Swami Gitananda e a sua moglie Meenakshi Devi Bhavanani per avermi accolta amorevolmente, per aver condiviso la loro arte e saggezza. I loro insegnamenti sono rimasti scolpiti nel mio cuore ed è grazie a questa fiamma sempre ardente che ho potuto condividere gli insegnamenti dello yoga.

Ho studiato anche con altri maestri delle più rinomate tradizioni. Prima di andare in India ho vissuto per un periodo a Londra, dove ho studiato con un meraviglioso maestro indiano Shri Indar Nath, della tradizione di Swami Shivananda. Al ritorno dal'India mi sono avvicinata agli insegnamenti di Un maestro che ho davvero nel cuore Paramahansa Yogananda.Per approfondire questa via andai spesso a Gualdo Tadino ( Umbria) presso la comunità Ananda.

Per alcuni anni ho anche approfondito lo stile Iyengar, invitando spesso il maestro Paolo Rava presso il mio centro yoga. In modo particolare ho studiato con Bianca Hatfield ( presidente allora dello Iyengar yoga in Italia).

Per continuare la mia formazione, ho proseguito con la formazione Satya( triennale )con due insegnanti di grande esperienza Aurelia de Benedetti e Stefania Redini.

Fu grazie a questa formazione, in cui era previsto l'incontro con maestri internazionali, che conobbi prima Willy Van Lysebeth ed Eric Baret.

Willy Van Lysebeth è figlio del grande Andrè Van Lysebeth. André Van Lysebeth è stato un pioniere dello yoga in occidente ( negli anni 60/70) e fra i maggiori specialisti della teoria e della pratica del pranayama. ( ha scritto molti libri).

Willy è un grande terapeuta,psicologo, psicoterapeuta è altresì un eccezionale insegnante di yoga. Un grande ricercatore che con entusiasmo trasmette lo yoga con grande competenza.

Ho approfondito lo studio dello yoga-terapia con il dr. Bhole (Lonavla - India), medico ed insegnante di Yoga.

Nel 1996 conseguo presso la Scuola Ananta di Genova, sotto la guida di Pietro Bonvini, il diploma in Yoga Integrale.

Nel 2000 conobbi Lobsang Gheshe Phende e Gheshe Wangyal, due monaci tibetani del Monastero di Ganden ( India ). Fu un incontro ispirante. Per 20 anni i due Monaci vennero ospiti con regolarità presso la sede dell'Associazione, donando insegnamenti e facendo bellissime cerimonie tibetane diffondendo vibrazioni di pace ed armonia.

Parallelamente allo studio dello yoga tradizionale, ho ripreso lo studio del Nada Yoga e dello yoga del suono,( iniziato durante la sua formazione in India) sia secondo la tradizione orientale e sia occidentale per la cura della voce, come via di espressione profonda di sè.

Ho intrapreso anche lo studio del canto lirico, studiando con vari maestri. In particolare l'incontro con il maestro Massimiliano Viapiano è stato significativo, per lavorare in profondità la voce e l'espressione di sè.

Nel 2018 concludo la mia formazione in suonoterapia,conseguendo il master in campane tibetane e gong a Monzambano sotto a guida di Piotr Cwojdzinski Prabhakar. E da allora conduco incontri di meditazione e bagno sonoro; yoganidra e campane tibetane. Conduco inoltre formazioni di 1° e 2° livello in massaggio sonoro con campane tibetane ad uso terapeutico.

Nel 2019 concludo a Milano la formazione di 2 anni in Yoga del Suono con il maestro Patrick Torre.

L'incontro nel 2004 con Eric Baret, che ha consacrato la sua vita allo yoga del Kashmir, è stato folgorante e trasformativo. Con la sua pratica Eric Baret trasmette una straordinaria qualità di presenza, che contagia inevitabilmente la parte del nostro essere che ha nostalgia di una dimensione pià vera e più profonda. E' stato un incontro molto importante, che ha trasformato il suo modo di praticare e trasmettere lo yoga.

"Quando un cuore incontra un cuore aperto, quando un fiammifero si avvicina ad un fiammifero acceso, esso gioisce nell'unità, nella fiamma non c'è più fiammifero. Questa si chiama trasmissione. C'è trasmissione da cuore a cuore. Non c'è che un cuore. Tutto il resto è romanzo." Eric Baret.

Nel 1985 ho conseguito il Master di Reiki, secondo il metodo tradizionale Usui, e conduco seminari di 1°, 2° e 3° livello.

Ha studiato anche Qi-gong con il dr. Elio Occhipinti (autore di libri sul Qi-gong Tai Ji Quan e sulla medicina cinese), e con il dr. Toshihiko Yayama e Sensei Kenji Tokitsu.

Ho iniziato ad insegnare nel 1990 e nel 1992 ha fondato l'Associazione Yoga Kambliswami a Finale Ligure dove sta continuando ad insegnare.

Grazie anche alla mia formazione come insegnante elementare, assistente sociale, educatrice, dal 1993 al 2016 ho insegnato yoga per 20 anni sia nelle scuole materne, che in quelle elementari.

La formazione attraversa diverse tradizioni dello yoga, la meditazione, il Reiki e le discipline energetiche, mantenendo al centro l’esperienza diretta.

1984

Inizio della pratica

Lo yoga entra nella vita di Elisa come percorso personale di conoscenza e trasformazione.

1989

Diploma in India

Consegue il diploma con Yogamaharishi Swami Gitananda Giri, nella tradizione dello Yoga Integrale.

1992

Il Centro a Finale Ligure

Nasce l’esperienza del Centro, dedicata a una pratica fedele alle origini e aperta alla vita contemporanea.

1993

Yoga e scuola

Inizia a proporre percorsi rivolti a bambini e ragazzi, unendo esperienza educativa e pratica yoga.

Ho iniziato a praticare yoga nel 1984. In India ho studiato con Swami Gitananda Giri, dal quale ho ricevuto speciali insegnamenti. Uno di questi, in particolare, è stata una traccia per gli anni seguenti: lo yoga tradizionale è un percorso di consapevolezza, di lavoro su di sé, per giungere alla propria essenza.

Lo sento molto attuale, in quest'epoca in cui lo yoga è diventato anche una moda e viene proposto nelle forme più fantasiose, che poco hanno a che vedere con lo spirito delle origini.

I grandi maestri che ho conosciuto sono persone che, nella loro umile semplicità, mostrano un'infinita saggezza.

Quello che esprimono sono sì le grandi conoscenze teoriche, ma, soprattutto, la capacità di entrare in contatto con la dimensione sottile del proprio essere.

La loro grandezza interiore si esprime naturalmente, nella bellezza e nella forza del silenzio senza ostentazione.

Oggi ci sono sempre più persone che pretendono di affermare verità e risolvere i problemi della gente. Spesso, con il loro comportamento, favoriscono l'insorgere di legami di dipendenza.

Un vero insegnante non offre facili soluzioni. Cerca di indicare gli strumenti affinché le persone trovino, all'interno, le proprie risorse e possano prendere autonomamente lungo il loro percorso di vita.

Seguire la via dello yoga necessità di semplicità, forza d'animo, disponibilità ed umiltà. E' un cammino esperienziale che implica una pratica costante.

Attraverso l'ascolto vigile e attento di sè stessi, del proprio corpo, delle proprie sensazioni fisiche e psichiche si impara ad adattare l'applicazione della tecnica a propria misura, liberandosi dalle tensioni che il corpo accumula nella vita quotidiana.

I ritmi incalzanti, che la società impone, allontanano l'uomo da sé stesso e dalle proprie radici.

Attraverso lo yoga possiamo ritrovare e preservare uno spazio interiore che permette alla pace che è in noi di svilupparsi e di esprimersi.

È quindi irrilevante quale metodo o stile di yoga si pratichi: ciò che conta è che si rispetti sé stessi e lo spirito della pratica, che è unità e non divisione e frammentazione.

La prima unione da realizzare è quella con noi stessi. Non a caso il testo fondamentale dello yoga classico (Lo Yoga-Sutra di Patanjali) si apre con queste parole: "ora che siete pronti, ora che sentite il bisogno sicero di prendervi cura della vostra salute e della vostra felicità, soltanto ora la via dello yoga vi verrà rivelata".

Elisa Pennazio dalla rivista: Made For Sport n. 3, giugno-luglio 2006

Formazione e ricerca

Tradizioni diverse, una pratica coerente.

Gli incontri con insegnanti e metodi differenti non diventano un elenco di titoli: confluiscono in un modo personale e unitario di insegnare.

Yoga Integrale

Una visione completa che unisce postura, respiro, concentrazione, rilassamento e meditazione.

Yoga del Kashmir

Un approccio meditativo al corpo e al respiro, approfondito attraverso l’incontro con Eric Baret.

Reiki

Un percorso iniziato nel 1985 e maturato fino alla formazione Master nella tradizione Usui.

Qi Gong e Tai Chi

Studio dell’energia, del movimento e dell’ascolto attraverso maestri e scuole differenti.

Educazione

L’esperienza di insegnante ed educatrice sostiene il lavoro con bambini, famiglie e contesti scolastici.

La pratica crea spazio per ascoltare ciò che siamo, senza forzare e senza dipendere da risposte esterne.

Il suo insegnamento invita a procedere con semplicità, continuità e umiltà, riconoscendo nel corpo e nell’esperienza personale il primo luogo della ricerca.

Praticare con Elisa

Percorsi diversi, la stessa attenzione alla persona.

Le attività effettivamente disponibili sono collegate agli orari aggiornati e alle rispettive pagine di approfondimento.

Galleria personale

La pratica, in immagini.

Una selezione di fotografie dall’archivio di Elisa.

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