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Quiete · presenza · ascolto

Reiki

Il metodo tradizionale Usui proposto attraverso incontri individuali e percorsi di formazione.

La pratica

Un incontro silenzioso con sé stessi.

Il Reiki è una pratica di origine giapponese basata sull’appoggio o sull’avvicinamento delle mani.

Al Centro viene proposto nel rispetto del metodo tradizionale Usui, come esperienza dedicata al rilassamento, all’ascolto e alla consapevolezza.

Le mani non impongono.
Restano in ascolto.

Presenza

A chi si rivolge

Un tempo dedicato alla persona.

Non richiede esperienza precedente e si svolge nel rispetto delle esigenze individuali.

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Per concedersi una pausa

Uno spazio tranquillo nel quale rallentare e rivolgere attenzione a sé.

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Per coltivare l’ascolto

Una pratica semplice che invita alla presenza e alla percezione del corpo.

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Per iniziare un percorso

Seminari progressivi dedicati alla pratica personale del metodo Usui.

Durante un incontro

Una pratica semplice, rispettosa.

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Accoglienza

Un breve momento iniziale per conoscere esigenze e modalità dell’incontro.

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Posizione comoda

La persona resta vestita e si accomoda in una posizione confortevole.

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La pratica

Le mani vengono appoggiate delicatamente o mantenute a breve distanza.

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Conclusione

Un breve tempo finale di ascolto e, se desiderato, di condivisione.

Percorsi di formazione

Tre livelli e un percorso di formazione.

I seminari accompagnano la pratica in modo progressivo. Ogni passaggio richiede esperienza, continuità e un tempo di maturazione personale; la formazione Master costituisce un percorso distinto e non un ulteriore seminario standard.

  • Primo Livello

    Nel primo livello reiki si apprende la storia del Reiki, il significato e come opera, le posizioni di base di autotrattamento e tutte le altre possibilità di trattamento su persone, cose ed anche animali.

    Si cerca in di far comprendere come l’energia lavora e cosa accade a livello energetico. Ognuno ha la possibilità di sentire fin da subito come lavora l’energia e può dare spazio alla propria intuizione.

    Nel seminario di primo livello si fa quindi una esperienza d’armonizzazione; nel corso di una giornata ne vengono effettuate 4.

    Il Primo livello Reiki è anche definito manuale, in quanto dà la possibilità ad ognuno di noi, una volta riconnesso con la sorgente REI, di trasmettere l’Energia Cosmica attraverso la delicata imposizione delle mani. E’ anche definito il livello del “non fare”, in quanto l’energia sa dove deve dirigersi ed il Reikista deve solo appoggiare le proprie mani.

    Rei, delinea l’aspetto universale totale ed illimitato dell’Energia, mentre il Ki delinea l’aspetto individuale. Durante l’iniziazione Reiki, il Rei ed il Ki vengono armonizzati al livello del cuore.

    Dopo aver conseguito l’armonizzazione, la persona, “ora Reikista”, percepisce in maniera chiara di poter disporre di energia in quantità illimitata e di poterla donare a chiunque ne abbia bisogno.

  • Secondo Livello

    Il livello susseguente al primo, viene chiamato Okuden , il quale è diviso in due parti.
    La prima metà si chiama Okuden-Zenki, mentre la seconda metà si chiama Okuden-Koki.
    La spiegazione di tali simboli veniva effettuata in due momenti differenti centrati dapprima sulla spiegazione e conseguentemente sulla guarigione a distanza e quella mentale.
    L’addestramento deve durare almeno 1 giorno, anche se ritengo che 2 giorni siano indispensabili per comprendere:

    – la spiegazione di tutti i simboli

    – come tracciarli

    – il loro significato

    – come utilizzarli.

    Gli allievi vanno spronati a memorizzare i simboli per un utilizzo corretto.

    Con il secondo livello, il flusso energetico aumenta in maniera sensibile, ed è un livello mentale e creativo.
    La propria volontà e la propria determinazione viene proiettata attraverso i simboli cosmici.
    Gli allievi drovranno sensibilizzarsi a percepire l’energia differente associata ai vari simboli.

  • Terzo Livello

    I maestri Reiki, una volta selezionavano pochissimi allievi a cui insegnarlo; una volta iniziati, potevano trattare professionalmente altre persone. Solo gli allievi che avevano completato Shinpiden potevano diventare assistenti del maestro e questa posizione veniva chiamata Shinhan-Kaku. Il termine Shinhan vuol dire “insegnante”. Questo livello corrisponde al terzo livello B o detto anche Master Reiki.

    Il Dott. Usui non insegnò altri livelli o simboli.

    Il terzo livello viene diviso in 3a per coloro che desiderano concludere un certo percorso, mettendosi in risonanza con il quarto simbolo, da quelle persone che sentono il bisogno di avere una consapevolezza diversa, cambiando uno stile di vita che si integri con le responsabilità di condividere, di trasmettere valori e principi, ed insegnare il dono del”Energia Reiki ad altri esseri umani.

    Per avere informazioni riguardante l’insegnamento di questi ultimi livelli potete scrivermi per avere una completa guida in merito.

  • Formazione Master

    La formazione di un Master prevede un periodo di affiancamento con un Master operativo, in modo che il candidato abbia la possibilità di fare una notevole esperienza sulla conduzione dei vari seminari, oltre ad una preparazione tecnica individuale, la durata di tale lavoro non è quantificabile in giorni di lavoro come per i livelli precedenti, ma: si dovrà far passare almeno un anno dall’inizio della formazione. E comunque sarà il Master Formatore a decidere se e quando il candidato sarà pronto a diventare egli stesso un Master.

    Ricordiamo a tutti che è obiettivo dell’associazione fare in modo che i suoi insegnanti siano realmente preparati a fare questo importante passo. Il quale non è solamente avere un attestato appeso al muro, ma, iniziare realmente un percorso che ha come obiettivo portare la persona, non a fare il Master, ma, ad Essere un Master.

1922 Metodo Usui

Origini e metodo

Una tradizione giapponese, trasmessa attraverso la pratica.

Il metodo Usui Reiki Ryōhō prende forma in Giappone nel 1922, attraverso la ricerca e l’insegnamento di Mikao Usui. Alla sua origine si intrecciano una vicenda storica e un racconto spirituale, tramandato nel tempo dai praticanti.

Al Centro il Reiki viene proposto secondo il metodo tradizionale Usui: un percorso di ascolto e pratica personale, accompagnato dall’insegnante e affrontato con gradualità. Conoscerne le origini aiuta a comprendere il valore attribuito alla presenza, alla continuità e alla responsabilità verso sé stessi.

Origine Giappone
Fondatore Mikao Usui
Metodo Usui Reiki Ryōhō
Leggi la storia del Reiki

Le origini del Reiki e il percorso di Mikao Usui

Mikao Usui e la ricerca personale

Mikao Usui nacque nel 1865 a Taniai, nella prefettura giapponese di Gifu. Il racconto della sua vita restituisce la figura di un ricercatore dai molti interessi: studio, esperienze di lavoro e ricerca spirituale concorrono a formare il contesto nel quale maturò il suo insegnamento.

Le biografie tramandate nelle scuole di Reiki descrivono la sua familiarità con il buddhismo, la meditazione e le discipline del corpo. Non tutti i particolari biografici hanno però lo stesso riscontro documentario. Un riferimento importante è l’iscrizione commemorativa eretta dai suoi allievi nel 1927 presso il tempio Saihōji, a Tokyo: una testimonianza vicina nel tempo, scritta con l’intento di onorare il maestro.

Il ritiro sul monte Kurama

Secondo la tradizione, il momento decisivo della sua ricerca fu un ritiro di ventuno giorni sul monte Kurama, durante il quale Usui visse una profonda esperienza spirituale. Il racconto, presente anche nell’iscrizione commemorativa, associa a quell’esperienza l’origine della pratica che avrebbe poi condiviso con altre persone.

È un episodio centrale nella memoria del Reiki, da leggere come testimonianza della sua tradizione spirituale: non come dimostrazione scientifica dell’esistenza di un’energia curativa. Il riferimento al digiuno appartiene al racconto storico e non costituisce un’indicazione da riprodurre.

Dal percorso personale all’insegnamento

Nel 1922 Usui avviò a Tokyo l’insegnamento pubblico del proprio metodo, al quale si lega la nascita dell’Usui Reiki Ryōhō Gakkai. L’esperienza personale diventava così una pratica da trasmettere e coltivare insieme, non un sapere da tenere riservato alla propria famiglia.

L’iscrizione ricorda il suo impegno a favore delle persone colpite dal terremoto del Kantō del 1923 e il trasferimento dell’attività in una sede più ampia a Nakano nel 1925. Questi episodi esprimono l’immagine di dedizione e disponibilità che gli allievi vollero conservare. Usui morì nel 1926; il suo insegnamento continuò attraverso chi si era formato con lui.

La trasmissione oltre il Giappone

La trasmissione del Reiki oltre il Giappone cominciò ben prima della sua più ampia diffusione internazionale. Un passaggio decisivo avvenne già negli anni Trenta attraverso Hawayo Takata, allieva di Chūjirō Hayashi, che portò il Reiki alle Hawaii e contribuì alla sua conoscenza in Occidente.

Nel tempo si formarono scuole e interpretazioni differenti. Negli anni Novanta le ricerche di autori e insegnanti, tra cui Frank Arjava Petter, contribuirono a far conoscere ai praticanti occidentali fonti e testimonianze giapponesi, permettendo di confrontarle con i racconti tramandati oralmente.

Una pratica da conoscere e coltivare

Nella tradizione Reiki il metodo non è presentato soltanto come una successione di gesti, ma come un cammino che coinvolge il modo di vivere, la relazione con gli altri e la cura della propria presenza.

È questo filo che accompagna la proposta attuale: incontri individuali e percorsi di formazione nei quali l’esperienza personale, i principi e il confronto con l’insegnante procedono insieme. L’approfondimento storico affianca la pratica, senza trasformare il racconto della tradizione in una promessa di risultati.

Una precisazione importante

Il Reiki non sostituisce diagnosi, cure mediche o percorsi psicologici. Le ricerche disponibili non ne hanno dimostrato con chiarezza l’efficacia per finalità sanitarie, come riassume il NCCIH, centro di ricerca dei National Institutes of Health statunitensi.

Fonti e nota editoriale

La pagina del vecchio sito indicava come fonte Reiki: Cammina le tue parole di Dario Canil. Il testo qui presentato è una rielaborazione editoriale, non una citazione integrale del libro.

Informazioni pratiche

Il percorso in breve.

MODALITÀ
Incontri individuali

FORMAZIONE
Seminari

METODO
Tradizione Usui

Prossimi appuntamenti

Seminari Reiki.

Consulta i seminari in programma e apri la scheda dell’incontro per conoscere date, contenuti e modalità di partecipazione.

Nuovi appuntamenti sono in preparazione.

Contatta il Centro per conoscere le prossime date e ricevere gli aggiornamenti.

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Dal 1985

L’insegnante

Elisa Pennazio

Master Reiki secondo il metodo tradizionale Usui, Elisa conduce seminari di primo, secondo e terzo livello.

Il suo approccio integra esperienza, ascolto e attenzione alla persona, mantenendo distinta la pratica Reiki dall’ambito medico.

Master Reiki dal 1985 Metodo Usui Seminari progressivi

Domande frequenti

Prima della prima lezione.

Come si svolge un incontro?

La persona resta vestita e si accomoda in una posizione confortevole. Le mani vengono appoggiate delicatamente o mantenute a breve distanza, secondo la modalità concordata.

È necessaria una preparazione?

No. Non è richiesta esperienza precedente. È sufficiente indossare abiti comodi e comunicare eventuali esigenze particolari.

Il Reiki sostituisce le cure mediche?

No. Il Reiki non sostituisce diagnosi, trattamenti o indicazioni di professionisti sanitari. Viene proposto come pratica complementare di ascolto e rilassamento.

Come scelgo il percorso adatto?

È possibile contattare il Centro per distinguere tra un incontro individuale e un seminario di formazione.

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