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Corpo · respiro · presenza

Yoga

Movimento lento, presenza profonda.

La pratica

Una via di conoscenza che parte dall’ascolto.

Lo yoga unisce postura, respiro e attenzione. Ogni lezione accompagna a riconoscere il corpo con maggiore sensibilità, sciogliendo gradualmente le tensioni e creando una presenza più stabile. Non è necessario essere allenati o flessibili: la pratica viene adattata alla persona e può essere iniziata a qualsiasi età, con rispetto e senza competizione.

Non si cerca una forma perfetta.
Si impara ad abitare il gesto.
Le radici e i principi dello Yoga

Le radici e i principi dello Yoga

Lo Yoga nasce nella tradizione indiana come cammino di conoscenza della persona. Il corpo non è separato dal respiro, dalla mente e dalla dimensione interiore: la pratica li mette in relazione, invitando a un’esperienza più consapevole di sé.

Una tradizione viva

Le sue radici attraversano una lunga storia di insegnamenti, testi e trasmissione diretta tra maestro e allievo. Le Upanishad e la riflessione filosofica indiana appartengono a questo orizzonte di ricerca. Nel tempo si sono sviluppati orientamenti diversi: non un unico metodo immutabile, ma modi differenti di interrogare l’esperienza e di coltivare l’attenzione.

Ritrovare questa profondità significa non ridurre lo Yoga a una successione di esercizi. La postura è importante, ma lo sono anche il modo in cui si respira, si ascolta e si entra in relazione con ciò che accade.

Corpo, mente e sensibilità

Le tensioni fisiche, le emozioni e l’attività mentale possono influenzarsi reciprocamente. Nell’esperienza quotidiana ce ne accorgiamo quando una preoccupazione modifica il respiro o quando il corpo rimane contratto anche dopo che uno sforzo è terminato.

Lo Yoga invita a riconoscere queste abitudini senza trasformarle in un difetto da correggere a ogni costo. Attraverso l’ascolto, il corpo può essere percepito con maggiore sensibilità: appoggi, piccoli movimenti, resistenze e pause diventano parte della pratica. Non si tratta di imporre il rilassamento, ma di esplorare ciò che favorisce un gesto meno forzato.

«Più la percezione sensoriale è liberata dagli schemi del passato, più i nostri strati sottili si manifesteranno. Quando il corpo si rivelerà appieno, nella sua realtà, si trasformerà allora nella nostra tranquillità, in luce, energia e bellezza.»

Eric Baret · citazione riportata nell’archivio del Centro

Il senso della pratica, oggi

In una vita spesso occupata da impegni, stimoli e aspettative, dedicare tempo alla pratica può diventare un’occasione per rallentare e riconoscere le proprie possibilità. L’attenzione non resta confinata alla lezione: può accompagnare il modo di camminare, riposare, lavorare e incontrare gli altri.

Posture, respiro, concentrazione, meditazione e rilassamento sono aspetti di un percorso unitario, non risultati da raggiungere in competizione. Gli approcci presentati in questa pagina li esplorano con linguaggi diversi, mantenendo al centro la persona, la gradualità e l’esperienza diretta.

Ascolto

A chi si rivolge

Uno spazio accessibile, personale.

I corsi accolgono sia chi incontra lo yoga per la prima volta, sia chi desidera dare continuità o maggiore profondità alla propria pratica.

01

Per cominciare

Indicazioni chiare, gradualità e attenzione alle possibilità reali del corpo.

02

Per ritrovare equilibrio

Movimento consapevole, respiro e rilassamento per rallentare e fare spazio.

03

Per approfondire

Una pratica completa che integra asana, pranayama, concentrazione e meditazione.

Durante una lezione

Dal movimento al silenzio.

01

Ascolto

Un momento iniziale per raccogliere l’attenzione.

02

Corpo

Movimenti e posture affrontati con gradualità.

03

Respiro

Pratiche di consapevolezza e pranayama.

04

Integrazione

Rilassamento, concentrazione o meditazione.

Gli approcci

Tradizioni diverse, una pratica unitaria.

Le proposte dialogano tra loro e condividono la stessa attenzione alla persona, al respiro e alla qualità della presenza.

  • Yoga Integrale

    Lo Yoga Integrale è un sistema completo volto allo sviluppo armonioso e all’integrazione di ogni livello dell’individuo: fisico, emotivo, mentale e spirituale.

    Asana e pranayama. Le posture e il lavoro sul respiro si accompagnano all’ascolto del corpo e alla consapevolezza. La pratica non si limita alla dimensione fisica: nella prospettiva della tradizione yogica comprende anche quella energetica e interiore.

    Kriya, mudra e bandha. Nel testo del Centro sono presentati rispettivamente come azioni energetiche purificatorie, sigilli energetici e stimolazioni neuro-muscolari: elementi che si integrano con le posture e il respiro.

    Concentrazione, meditazione e rilassamento. L’attenzione accompagna le posture e il respiro; il rilassamento prepara e sostiene il raccoglimento, in un percorso unitario.

    Leggi il testo completo sullo Yoga Integrale

  • Yoga dell’Energia

    Lo yoga dell’energia e’ una pratica rivitalizzante, basata su delle sequenze dinamiche e fluide delle asana (posizioni), armonizzate con il respiro, che sviluppano flessibilità, forza e liberano una grande energia e predispongono ad una grande interiorità e stabilità mentale.

    La pratica dei movimenti genera un rilassamento delle tensioni nervose, che favorisce un naturale riequilibrio energetico ed un atteggiamento psichico positivo. Lo yoga dell’energia nasce dall’unione dello yoga e del qi-gong; per fluire in un armonia di gesti, che danno luogo ad una danza, dove l’energia scorre in ogni movimento.

  • Yoga del Kashmir

    Lo Yoga del Kashmir evidenzia l’intimo legame tra corpo ed emozioni ed atteggiamenti mentali. Le emozioni di vario genere e le rigidità mentali si riflettono nello schema corporeo di ciascun individuo, determinando delle reazioni fisiche, a livello muscolare, osseo e degli organi interni. Il nostro modo di pensare, di vivere le emozioni, di reagire alle varie situazioni ha il potere di plasmare il nostro corpo in positivo od in negativo. La realizzazione consapevole dei movimenti e delle posizioni permette a coloro che sono aperti e disponibili di specchiarsi dentro di sè e di diventare coscienti delle proprie limitazioni. La pratica, quindi, grazie ad un ascolto, senza aspettative o pretese di ottenere un risultato, diventa liberatoria e conduce ad un piano di coscienza, di chiarezza e di leggerezza. Gli asana e il pranayama esplorati in una vacuità concreta, ritrovano la loro creatività originaria, la forza di questa visione si rivela senza limiti e irradia tutti gli aspetti dell’esistenza

  • Yoga in Gravidanza

    La pratica dello yoga in gravidanza oltre a migliorare la salute fisica, calma la mente e agisce anche ad un livello più profondo, perché aiuta a scoprire dentro di se, forze e potenzialità istintive. Il fluire dei movimenti yogici compiuti lentamente e meditativamente con la consapevolezza del respiro portano chiarezza e sicurezza mentale. Il corpo viene rafforzato e la mente si calma, conducendo nel modo migliore possibile al momento del travaglio, del parto. Il corso di yoga in gravidanza prevede un programma completo di: Asana: esercizi psico-fisici per tutto il corpo ed in modo particolare per la preparazione al parto e per alleviare i problemi fisici che incorrono in gravidanza; Respirazione (pranayama): La respirazione allenta dolcemente le tensioni e l’ansia, favorendo uno stato di calma e fiducia. Meditazione: la consapevolezza del funzionamento della mente e la capacità di concentrazione libererà da paure e disagi. Rilassamento: con tecniche specifiche di rilassamento per la gravidanza per favorire il benessere della madre e del bambino.

Leggi il testo completo sullo Yoga Integrale

Yoga Integrale

Testo del Centro · Con contributi di Éric Baret

Lo Yoga Integrale è un sistema completo volto allo sviluppo armonioso e all'integrazione di ogni livello dell'individuo: fisico, emotivo, mentale e spirituale.

Ogni lezione include la revitalizzazione del corpo attraverso le asana, i kriyas ( azioni energetiche purificatorie), il Pranayama( controllo del fluire dell'energia vitale attraverso il respiro) le mudras ( sigilli energetici), i bandha ( stimolazioni neuro-muscolari ) ,per arrivare alle pratiche di concentrazione, passando attraverso l'esperienza del rilassamento.

Asana

Le posture psico-fisiche consentono da un lato di rendere il corpo più agile e flessibile, sciogliendo le tensioni, tonificando i muscoli, aiutando ad eliminare lo stress e calmare la mente.Dall'altro, lavorano sulla consapevolezza e permettono di lavorare a livello più sottile, energetico. Il corpo infatti è fatto di energia e praticando andiamo a lavorare sulla fisiologia sottile.

Riporto dal libro di Marie-Claire Reigner 250 domande sullo yoga, il quesito posto a Eric Baret che cos'è un asana

"Cos'è un āsana?"

L'āsana è una forma privilegiata della Coscienza. E' una forma nella quale le energie possono dispiegarsi armoniosamente senza costrizione, per esprimere una particolarità della Coscienza, un livello specifico. ...

Ogni āsana riflette la Coscienza, ma ogni volta attraverso una colorazione leggermente diversa, come ogni musica riflette la stessa tranquillità, ma con una forma leggermente differente. Gli āsana, ugualmente, sono una musica specifica della Coscienza.

E' uno spazio di grande ricettività dell'energia interna. Ogni āsana stimola una zona specifica del corpo. L'energia durante āsana si accumulerà in quella regione, non può circolare altrove. Al ritorno dall'āsana, l'energia sale nei circuiti interni e brucia gli ingombri vicini al luogo dov'era il nodo dell'āsana.

Ogni āsana tocca diversi spazi dell'essere. L'esperienza sensoriale scopre la contrazione e l'espansione in quanto Coscienza. Corrispondono sul piano metafisico all'oscuramento, tirobhava e alla grazia, śāktipata."

Éric Baret, 250 domande sullo yoga, Marie-Claire Reigner

Pranayama

E' essenziale per donare alla mente tranquillità, rilassare il sistema neuro-muscolare e molti altri benefici propri di questa preziosa arte orientale.

Il pranayama è l'antica pratica dello yoga che unisce il controllo, l'estensione del respiro e la gestione dell'energia vitale.

La parola pranayama si compone di prana e ayama.

il prana è la forza vitale e la respirazione consapevole è la maggiore fonte di assunzione di prana. Ayama è l'azione di allungare, regolare e liberare l'energia assunta.

Nell'antico testo Hatha yoga Pradipika, in riferimento al pranayama viene scritto:

"Quando il respiro è instabile, la mente è instabile, ma quando il respiro è stabile, si calma la mente. pertanto si deve controllare il respiro" Ed è questo lo scopo del pranayama, calmare il respiro per calmare la mente.

Ecco la bellissima visione del pranayama propria dello yoga del Kashmir

Quando l’inspirazione fisiologica s’arresta e si sente un flusso di energia, che continua al di là di quell’arresto. Quell’onda ridiscende e inizia l’espirazione fisiologica; poi l’espirazione fisiologica s’arresta, ma non il prolungamento energetico e un’onda continua. L’entrare nel rito del pranayama è quella scoperta, quel movimento tattile d’energia che precede, succede e irriga la respirazione fisiologica. L’inspirazione e l’espirazione diventano allora completamente passive e quell’onda completamente attiva. Un po’ come quando facciamo un movimento del braccio nell’acqua, il braccio si ferma mentre le ondulazioni dell’acqua continuano.Più esploro ciò che prolunga quei movimenti, più mi accorgo che dopo l’ispirazione il movimento dell’energia è sentito come una chiusura, una forma di silenzio. E’ un silenzio dell’ispirazione e dell’espirazione, ma non è un silenzio dell’energia. Durante il punto di riposo, un immenso dispiegamento dell’energia si produce, poi l’energia si concretizza nell’espirazione. L’espirazione si compie, l’energia si dispiega nel vuoto e qualcosa ricrea l’inspirazione. All’inizio dell’esplorazione i riposi sono vuoti in rapporto all’inspirazione e all’espirazione. Più tardi la disponibilità a quei momenti d’arresto, dopo l’inspirazione e l’espirazione fisiologiche, nei quali l’energia si prolunga, diventa il cuore di quell’arte magica. I due momenti d’arresto sono allora il punto faro della pratica, il sole e la luna dell’atto rituale. L’astro raggiante del riposo dopo l’inspirazione sarà poco a poco assorbito, divorato dalla luna nera del riposo dopo l’espirazione.Quella magnificenza della ritenzione positiva e la sua dissoluzione nel retroterra è l’essenza del pranayama kashmiro.

[Eric Baret]

Concentrazione e Meditazione

Concentrazione, è il sesto stadio del Raja yoga e serve a fermare la mente per portarla ad uno stato di calma profonda. La concentrazione viene attivata, talvolta con tecniche specifiche e comunque viene mantenuta sempre vigile durante le posture ed il respiro profondo per donare alla mente leggerezza e chiarezza e creare una sinergia, un integrazione delle proprie energie e sentire maggiore forza, sicurezza e calma interiore, insieme ad una grande vitalità ed ottimismo;

Rilassamento per distendere l'intero organismo,riequilibrare il sistema nervoso ed armonizzare le energie interne.

Imprecisa, balbettante, la pratica senza aspettative è il gioco della vita. Vi scopriamo le nostre impazienze e falsità, la nostra avidità, la nostra violenza. Tutte queste certezze accolte senza commenti puntano verso la spazio della nostra libertà. Praticato pazientemente, con ardore come se fosse l’ultima volta, senza memoria, ne speranza, libera da accumulo e da realizzazione giace il segreto dello yoga "…".

La pratica di esplorazione porta progressivamente al decondizionamento del nostro cervello. Il cervello calmo, silenzioso, diventa testimone. Quando la sensibilità viene lasciata libera dall’appropriazione, dal rifiuto, con le masse muscolari che scendono in una vacuità profonda, i diversi canali di energia e altre immagini tattili si presentano spontaneamente. La sensibilizzazione a queste modalità farà apparire numerosi punti vitali presenti nel corpo. La pratica senza aspettativa, con le mani vuote, senza cercare di sentire qualsiasi cosa, restando disponibili a tutte le percezioni possibili, senza rifiuto, ne paura, è lo spazio necessario a queste rivelazioni.

Eric Baret da: Yoga tantrico. Asana e pranayama del Kasmir

Informazioni pratiche

Prima di iniziare

LivelloAperto a tutti

DurataCirca 90 minuti

OccorrenteAbiti comodi

Orari Yoga

Trova il momento giusto per praticare.

Scegli tra le lezioni disponibili durante la settimana. Per una prima partecipazione è consigliato contattare il Centro.

Orari delle lezioni

Consulta giorni e fasce orarie delle lezioni. Per partecipare per la prima volta, contatta il Centro.

Vedi tutti gli orari Gli orari possono variare durante l’anno: consulta sempre il calendario aggiornato.
Dal 1984

L’insegnante

Elisa Pennazio

Diplomata in India nel 1989, Elisa insegna yoga a Finale Ligure da oltre trent’anni. La sua formazione attraversa lo Yoga Integrale, il lavoro sul respiro e l’approccio dello Yoga del Kashmir.

Formazione in India Pratica dal 1984 Pratica e ascolto

Domande frequenti

Prima della prima lezione.

Non ho mai praticato: posso partecipare?

Sì. I corsi sono aperti anche a chi si avvicina allo yoga per la prima volta. Prima di partecipare è utile contattare il Centro, così da ricevere l’indicazione più adatta.

Devo essere flessibile o allenato?

No. La flessibilità non è un requisito iniziale e la pratica viene proposta con gradualità, nel rispetto delle possibilità di ciascuno.

Che cosa devo portare con me?

Indossa abiti comodi che permettano di muoverti liberamente. Al momento della prenotazione il Centro ti indicherà se portare tappetino o altro materiale.

È possibile seguire un percorso individuale?

Sì. Sono disponibili incontri individuali e programmi personalizzati, da concordare direttamente con l’insegnante.

Vuoi capire se questa pratica è adatta a te?

Scrivici o vieni a conoscere il Centro: ti aiuteremo a scegliere il percorso più adatto.